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Lo conferma un nuovo e complesso lavoro scientifico del Centro di studi termali Pietro d'Abano.
I cianobatteri, antichissimi micro organismi che vivono nel fango e che durante il processo di maturazione gli conferiscono quel particolare colore verde-azzurro, sono in gran parte responsabili dell'azione terapeutica del fango e hanno un importante effetto antinfiammatorio.
Queste le conclusioni di un complesso lavoro scientifico realizzato dalla ricercatrice del Centro studi termali Pietro d'Abano Micol Caichiolo, in collaborazione con gruppi coordinati dalle professoresse Nicoletta La Rocca e Luisa Dalla Valle del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli.
Gli studiosi hanno analizzato tre ceppi di cianobatteri tipici dei fanghi euganei, coltivandoli in laboratorio a temperature simili a quelle degli stabilimenti termali.
Da questi microorganismi sono stati estratti i lipidi, molecole presenti nelle loro membrane, che sono già noti per la loro capacità di influenzare i processi infiammatori. Come modello animale è stato utilizzato il pesce-zebra.
Lo studio, oltre a confermare i poteri antiinfiammatori dei fanghi, offre anche un'indicazione concreta per gli stabilimenti termali: la temperatura di maturazione del materiale è un fattore determinante. Non è sufficiente cioè che il fango "maturi", deve farlo nelle condizioni giuste.
Il Disciplinare del marchio "Fango DOC Thermae Abano Montegrotto" prevede un intervallo tra 37 e 47 gradi centigradi, e la ricerca conferma che proprio questa fascia favorisce la produzione delle sostanze più attive. Temperature troppo alte possono modificare la composizione dei lipidi e ridurne di conseguenza l'efficacia.
Questi risultati rafforzano il valore scientifico di una pratica terapeutica antica, ma tutt'altro che superata.
I fanghi euganei sono già riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento di patologie artro-reumatiche. La nuova ricerca contribuisce a spiegare come funzionano e apre così possibili prospettive anche per altri settori, a partire dagli antinfiammatori naturali per arrivare alla dermatologia e alla cosmetica.
Questa ricerca si inserisce, inoltre, nel percorso che il Centro studi Pietro d'Abano, da oltre quarant'anni, ha intrapreso nella validazione scientifica della medicina termale.
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